14 maggio 2012
by Cristina
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4 maggio 2012
by Cristina
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I diritti violati nel Paese dei tecnici
E’ tecnicamente aritmetico. Austerity + deregolamentazione = zero crescita, zero occupazione, zero investimenti privati…
Un’equazione che emerge dai numeri freddi e chiari dell’Ilo, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di lavoro: in Italia, nel quarto trimestre del 2011, il tasso di disoccupazione ha toccato la vetta del 9,7%. Un livello che non si toccava dal 2001. E non sono stati presi in considerazione i 250mila lavoratori in cassa integrazione. Ma il dato che più fa male, è la disoccupazione giovanile arrivata al 32,6%, più che raddoppiata dall’inizio del 2008. C’è un senso di sconforto, quasi di resa verso un Governo che taglia lì dove dovrebbe investire, che mortifica lì dove dovrebbe incoraggiare. I giovani sono il nostro futuro, non la zavorra.
La situazione è al limite, una bomba sociale ad orologeria che rischia di scoppiare ogni volta che si tocca il diritto dei lavoratori.
Un fallimento totale delle politiche del welfare, prima fiore all’occhiello dell’Italia e modello da esportare. Ora considerato il male assoluto. Ma perché? Quando i diritti conquistati sono diventati un ostacolo alla crescita economica del paese?
Sono tutti diventate dei tecnici modello Marchionne, che considerano lo statuto dei lavoratori carta straccia e mascherano la tanto sbandierata flessibilità con sfruttamento dei precari. Banchieri che tassano il lavoro e non la rendita. Burocrati che aumentano le tasse e non fanno nulla per abbassare il costo del carrello della spesa.L’a
L’esecutivo tecnico è la prova del fallimento di anni di governo scellerato della cosa pubblica. Un governo che ha reso più forti i ricchi, che ha annientato una classe media e alzato il livello di povertà.
E siamo saltati dalla padella alla brace…dopo Berlusconi ecco una banda di tecnici che chiamano altri tecnici per tagliare gli sprechi. Ma non doveva farlo Monti e i suoi professori? Siamo sempre alla parodia della politica
Una sola cosa: elezioni subito, per ridare la parola ai cittadini che non arrivano alla fine del mese e a cui poco importa delle capriole finanziare delle Borse.

