Cristina Scaletti

Assessore alla Cultura, Commercio e Turismo della Regione Toscana

14 maggio 2012
by Cristina
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Un fine settimana di Art&Tourism

Si parte. Art&Tourism arriva a Firenze. Da venerdì il meglio del turismo e della cultura a livello mondiale saranno a Firenze, nella Fortezza da Basso. Il luogo naturale per un evento così innovativo. E’ per me e per la Regione Toscana motivo di orgoglio essere riusciti ad organizzare, insieme a TTG,   la prima Fiera Internazionale del Turismo Culturale. Crediamo di aver visto oltre, perché siamo convinti che  sia un’occasione di rilancio economico imperdibile. Basta guardare i numeri. Solo in Toscana, i turisti che cercano la cultura sono  il 36% del totale delle presenze. Ogni anno nel mondo 910 milioni di persone viaggiano per turismo, di loro, 330 milioni scelgono una meta culturale come destinazione della loro vacanza. Non è solo una dato economico di grandissima rilevanza, in particolare per la Toscana e per Firenze, è anche un dato di straordinaria rilevanza culturale, dal momento che la principale motivazione del turismo moderno è proprio il desiderio di condividere esperienze, entrare in relazione con esperienze diverse dalle proprie, ammirare la bellezza dell’arte e della natura.
Non sono più, infatti, le élite europee ed americane a viaggiare, che condividevano una medesima cultura e spesso anche una lingua sovranazionale, il francese prima e l’inglese poi. Il turismo di massa porta in Italia popoli di altre civiltà, di altre lingue, e non più solo le élite culturali. Anzi, mette spesso nelle condizioni di  partecipare ad attività di tipo turistico quegli stessi migranti globali che si sono mossi dai luoghi di residenza per tutt’altre ragioni.
Tutto ciò innesca processi culturali nuovi e di grandissima rilevanza, coinvolge l’intera piramide della società in uno scambio relazionale, fa circolare informazioni, mette a confronto patrimoni culturali e, contrariamente a quanto spesso si è sostenuto, non cancella le identità reciproche, anzi, le può promuovere. Uno scambio di conoscenze veloce e inarrestabile, che ci rende più forti solo se siamo consapevoli delle nostre radici. Le istituzioni non possono restare inerti rispetto a questi grandi processi. E soprattutto non possono guardare solo alle ricadute economiche del turismo, considerandolo spesso settore secondario,  senza apprezzarne lo straordinario impatto culturale. Ma devono favorire la comunicazione, lo scambio, le “traduzione” dei messaggi culturali,  contribuire in positivo alla formazione di una “piazza pubblica globale” dove le identità diverse costituiscano strumenti di scambio e non ragioni di conflitti.
Per tutto questo è nato Art&Tourism, per il desiderio di ripensare insieme le politiche del turismo e della cultura, nell’epoca della globalizzazione.
Sabato e domenica la fiera sarà aperta a tutti. Il programma lo trovate quiwww.artandtourism.it.
P.s. Portate con voi i bambini! Nello Stand di Edumusei (Padiglione Cavaniglia), troverete i divertenti laboratori didattici per i più piccini

4 maggio 2012
by Cristina
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I diritti violati nel Paese dei tecnici

E’ tecnicamente aritmetico. Austerity +  deregolamentazione = zero  crescita, zero occupazione, zero investimenti privati…

Un’equazione che emerge dai numeri freddi e chiari dell’Ilo, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di lavoro: in Italia, nel quarto trimestre del 2011, il tasso di disoccupazione ha toccato la vetta del 9,7%. Un livello che non si toccava dal 2001. E non sono stati presi in considerazione i 250mila lavoratori in cassa integrazione. Ma il dato che più fa male, è la disoccupazione giovanile arrivata  al 32,6%, più che raddoppiata dall’inizio del 2008. C’è un senso di sconforto, quasi di resa verso un Governo che taglia lì dove dovrebbe investire, che mortifica lì dove dovrebbe incoraggiare. I giovani sono il nostro futuro, non la zavorra.

La situazione è al limite, una bomba sociale ad orologeria che rischia di scoppiare ogni volta che si tocca il diritto dei lavoratori.

Un fallimento totale delle politiche del welfare, prima fiore all’occhiello dell’Italia e modello da esportare. Ora considerato il male assoluto. Ma perché? Quando i diritti conquistati sono diventati un ostacolo alla crescita economica del paese?

Sono tutti diventate dei tecnici modello Marchionne, che considerano lo statuto dei lavoratori carta straccia e mascherano la tanto sbandierata flessibilità con sfruttamento dei precari. Banchieri che tassano il lavoro e non la rendita. Burocrati che aumentano le tasse e non fanno nulla per abbassare il costo del carrello della spesa.L’a

L’esecutivo tecnico  è la prova del fallimento di anni di governo scellerato della cosa pubblica. Un governo che ha reso più forti i ricchi, che ha annientato una classe media e alzato il livello di povertà.

E siamo saltati dalla padella alla brace…dopo Berlusconi ecco una banda di tecnici che chiamano altri tecnici per tagliare gli sprechi. Ma non doveva farlo Monti e i suoi professori? Siamo sempre alla parodia della politica

Una sola cosa: elezioni subito, per ridare la parola ai cittadini che non arrivano alla fine del mese e a  cui poco importa delle capriole finanziare delle Borse.